ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI (O.G.M.)
R. Descartes “Discorso sul metodo” Leyda 1637 ed. Larousse
Pregiudizio, precipitazione e riflessione non coordinata ci mettono nella condizione di non poter avere una visione reale delle cose ed anzi tendono a rendere confuse le ns. idee.
Una posizione preconcetta nei confronti degli OGM non deve certamente essere condivisa: da questo punto di vista il sostenitore ed il contestatore acritici producono un pensiero ugualmente erroneo e fuorviante.
Non è ns. intenzione porci con gli uni o con gli altri dal momento che lo stato attuale della ricerca non depone in maniera netta a favore di nessuna delle due posizioni sopra ricordate.
Da parte ns. la scelta è quella di non utilizzare OGM poiché non li consideriamo compatibili con un utilizzo olistico delle risorse naturali; la prudenza nei confronti delle manipolazioni genetiche rafforza questa ns. posizione filosofica, come dimostra il gruppo di scienziati di 13 nazioni che hanno recentemente proposto una moratoria all’utilizzo di OGM, di cui ha dato cenno anche l’autorevole rivista medica “The British Medical Journal” nel numero 7182 del 20.2.1999. Pare inoltre doveroso segnalare il lavoro di Arpad Pusztai che il prestigioso “The Lancet” ha accettato di pubblicare nel numero del 16.10.1999: si tratta di uno studio sugli effetti di una dieta in patate Geneticamente Modificate sull’intestino del topo.
Tutti i prodotti Vegetal-Progress suscettivi di inglobare ingredienti OGM (i pastigliaggi contenenti amido di mais) sono etichettati “non contenenti OGM” ed è inoltre prevista la sostituzione dell’amido di mais con maltodestrine provenienti da frumento italiano certificato biologico ai sensi del Reg. CEE n° 2092/91.
L’11 Gennaio 2000 sono stati pubblicati sulla GUCE i testi dei Reg. Ce n° 49/2000 (c.d. Regolamento sull’etichettatura dei prodotti contenenti OGM) e n° 50/2000 (c.d. Regolamento sull’etichettatura dei prodotti contenenti additivi ed aromi GM) che prevedono – a far data dall’11 Aprile 2000 – l’obbligo di etichettatura per quei prodotti alimentari che contengano OGM in percentuale superiore all’1%. La stessa soglia di tolleranza è applicata anche in caso di contaminazione casuale.
Per favorire l’equanimità di giudizio sulla situazione, riteniamo opportuno sottoporre ai Consumatori fruitori del ns. sito una serie di link a siti sia che perorino l’innocuità ed anzi vantaggiosità degli OGM, sia che ne facciano un’aspra critica.
Nel primo senso è consultabile il sito realizzato da CFS, GNIS e UIPP in Francia, che contiene un libro bianco della fine 1997; nel senso di una critica all’utilizzo degli OGM è certamente proficua la consultazione del sito di Greenpeace Francia, che oltretutto gode di un frequente aggiornamento.
Di utilità il sito Ecoropa che gode del supporto di autorevoli studiosi, fra cui il Prof. Jean-Marie Pelt, docente emerito presso l’Università di Metz e direttore dell’Istituto Europeo di Ecologia, del quale è possibile leggere una sorta di introduzione al sito Ecoropa.
Jean-Marie Pelt ha scritto per Fayard il bel volume “Plantes et aliments transgéniques” (Maggio 1998) ora disponibile in italiano con il titolo “L’orto di Frankestein” (ed. Feltrinelli), che contiene un’equilibrata e completa esposizione degli argomenti di perplessità nei confronti dell’applicazione disinvolta delle biotecnologie.